Il Sommelier che porta Napoli nella casa d’aste più importante del mondo. La Sotheby’s di Fabrizio De Fenzo.
Il Sommelier che porta Napoli nella casa d’aste più importante del mondo. La Sotheby’s di Fabrizio De Fenzo.

Il Sommelier che porta Napoli nella casa d’aste più importante del mondo. La Sotheby’s di Fabrizio De Fenzo.

Viaggio nella casa d'aste più importante del mondo Sotheby's, raccontata dal Sommelier Napoletano, Fabrizio De Fenzo.

Chi di voi non conosce Sotheby’s? Sotheby’s è una casa d’aste del Regno Unito, tra le più importanti e con centinaia di filiali nel mondo, la cui sede storica è in New Bond Street, a Londra. Samuel Baker, un libraio che dette via all’attività l’11 Marzo del 1744, vendendo alcuni volumi di una biblioteca privata; proseguì l’attività John Sotheby, nipote di Baker. Per un periodo l’azienda si chiamò Sotheby, Wilkinson and Hodge, per tornare poi al solo Sotheby’s. Fin dalla sua nascita si distingue come leader nel mondo delle aste. A Sotheby’s è infatti stata affidata la vendita di molti tesori del mondo tra cui: la biblioteca di Napoleone a Sant’Elena, i gioielli della duchessa di Windsor, il patrimonio di Jacqueline Kennedy OnassisLa strage degli innocenti di Rubens, Garçon à la Pipe di Picasso, la prima stampa della Dichiarazione d’indipendenza e la collezione di Martin Luther King. Nel 1955 si espande da Londra a New York, fino ad arrivare a condurre vendite a Hong Kong e nell’allora Unione Sovietica. Nel 1964 acquisì la Parke-Bernet: allora la più grande casa d’aste di arte negli Stati Uniti. Oggi è costituita da 90 sedi in tutto il mondo e ogni anno si conducono circa 250 aste.

In questo luogo magico, a dir poco incredibile, custode di ricchezze e segreti, lavoro un mio caro amico Napoletano, con orgoglio e piacere vi presento Fabrizio De Fenzo.

Ciao Fabrizio, innanzitutto grazie per aver accettato la mia proposta, sono orgoglioso di presentarti ai miei lettori oggi.

FABRIZIO: Grazie a te Gio, per l’enorme opportunità che mi concedi, un saluto a tutti i tuoi lettori.

MW: Inizamo, ti va brevemente di presentarti ai miei lettori?

FABRIZIO: Assolutamente si. Ciao a tutti,  sono Fabrizio De Fenzo, nato a Napoli, dove sono cresciuto ed ho terminato i miei studi alberghieri e il corso AIS, all’eta’ di 19 anni ho lasciato l’italia, alla volta di Londra, dove ho iniziato la mia carriera da Sommelier, ho lavorato in molti dei migliori ristoranti della capitale inglese per più di 10 anni, ora vivo e lavoro in Svizzera a Zurigo con precisione, ho lasciato il mondo della ristorazione ma non quello del vino, infatti lavoro per Sotheby’s, la più antica e grande casa d’aste nel mondo, gestisco l’aspetto Wine&Spirtis nel nostro negozio e seguo le aste.

MW: Wow, mammamia che impatto, complimenti. Raccontaci, come hai iniziato il tuo percorso nel mondo del vino e cosa ti ha spinto a diventare sommelier?

FABRIZIO: Tutto ha avuto inizio molto presto, frequentavo ancora le superiori, ero al 3° anno, mio padre mi spinse ad intraprendere la via della Sommelierie, per potermi giocare una carta in piu’ nella vita, come volevasi dimostrare, aveva ragione!

MW: I genitori danno solo buoni consigli e sono lungimiranti. Secondo te, quali sono le caratteristiche principali che un sommelier deve possedere per svolgere al meglio il suo lavoro?

FABRIZIO: Passione, tempo e dedizione, mai arrendersi davanti alle sfide del mestiere e studiare, (bere) molto, tutto unito a viaggi eno-culturali e esperienze eno-gastronomice.

MW: Come selezioni i vini per una carta dei vini in un ristorante? Quali fattori consideri?

FABRIZIO: I fattori prinicipali per le mie liste sono: prosuttori, numero di bottilgie prodotte, unicita’ del prodotto, filosofia dietro le etichette e geografia.

MW: Qual è il vino che consiglieresti a un principiante che si avvicina per la prima volta al mondo del vino?

FABRIZIO: Per me lo Champagne è la vera essenza del vino, prodotto dalle mille sfaccettature, complesso e misterioso, ha suscitato in me molto interesse e mi ha fatto innamorare di una categoria che prima non conoscevo a fondo.

MW: Puoi spiegare il processo di degustazione di un vino e cosa dovrebbe essere notato in ciascuna fase?

FABRIZIO: Beh la degustazione ha principalemnte 3 fasi: esame visivo: qui si valuta il colore, le bollicine e spuma se presenti e se ci sono piccole imperfezioni tipo elementi in sospensione o residui; esame olfattivo: annusando il calice si possono identificare profumi e caratteristiche di un determinato vino, ma si può anche percepire se il vino ha difetti di tappo o ossidazione; esame gusto-olfattivo: dove con l’assaggio si definiscono i sapori peculiari di un vino e uvaggio, si possono anche qui trovare difetti sul lato palatale; infine, c’è ovviamente l’analisi e il dibattito dei pareri dei colleghi, amici o clienti.

MW: Come si abbinano i vini con i piatti? C’è una regola generale o dipende dalla situazione?

FABRIZIO: Qui sarò molto fuori dagli schemi e dalle regole, non sono una persona che ama abbinare secondo dei precisi criteri, per me il vino e il cibo sono piacere che devono essere abbinati a seconda delle esigenze, gusti e voglie dei commensali in quel determinato momento, quindi “no rules just enjoy”.

MW: Quali sono le tendenze più interessanti nel mondo del vino oggi?

FABRIZIO: Le tendenze interessanti al momento sono la scoperta di piccoli e nuovi produttori che cercano di riportare alla luce uvaggi e vini poco conosciuti..

MW: Che ruolo gioca la regione di provenienza di un vino nella sua qualità e caratterizzazione?

FABRIZIO: La regione gioca un ruolo importante ma non fondamentale, ci sono vini di alcune regioni o parti del mondo che ci possono piacevolmente stupire.

MW: Puoi raccontarci di un incontro memorabile che hai avuto con un produttore di vino o un sommelier durante la tua carriera?

FABRIZIO: Ho avuto l’occasione e la possibilità durante la mia carriera di conoscere e lavorare con molteplici figure di “spessore” nel mondo del vino, l’incontro con Angelo Gaja per esempio; la collaborazione con la Famiglia Frescobali durante i miei anni come Head Sommelier al loro ristorante a Londra; bere un calice di Le Pin con il proprietario in tenuta quasi non ha prezzo; fare la conoscenza dell’attuale enologo di Carmes Haut Brion un giovane che ha le idee chiare su cosa il vino è e sara nei prossimi anni in Bordeaux, proponendo un vino di altissimo livello ad un prezzo competitivo nonostante il blasone dei vicini; e soprattutto la conoscenza di piccoli produttori emergenti che portano i loro vini di nicchia su un mercato più vasto per esempi Dosnon.

MW: Qual è il tuo vino preferito e perché?

FABRIZIO: Non ho una specifica preferenza, penso che questa sia un pò la risposta di tutti i Sommeliers, se dovessi scegliere un vino in questo momento, probabilmente sarebbe uno Champagne di nicchia con poche bottiglie prodotte, probabilmente prodotto con i “cépages oubliés”.

MW: In un mondo in continua evoluzione, come pensi che la figura del Sommelier si stia adattando alle nuove esigenze del pubblico?

FABRIZIO: Il Sommelier si sta sicuramente adattando alla diversità di clientela, ci sono sempre più clienti che parlano e conoscono il vino in maniera approfondita o almeno così credono alcuni, quindi, la figura del Sommelier sta mutando un po’ insieme al pubblico un po’ un evoluzione Darwiniana.

MW: Cosa pensi della crescente attenzione verso i vini naturali e biologici?

FABRIZIO: Ci sono prodotti e produttori davvero interessanti, con le odierne tecniche di vinificazione pur restando Natural e Bio si riescono ad inibire odori e sapori che molti anni fa non si riusciva ad evitare, può davvero essere una svolta nella nostra era moderna tornare a fare il vino più naturalmente possibile, quando e dove ce ne sia la possibilità.

MW: Qual è il miglior consiglio che daresti a chi vuole entrare nel mondo del vino e diventare Sommelier?

FABRIZIO: Siate pronti, siate curiosi e non abbiate timore di sbagliare, di chiedere e di lanciarvi, questo è un oceano bellissimo in cui poter nuotare e scoprire cose meravigliose ogni giorno differenti, osate!

MW: Ci sono dei miti o delle credenze errate che spesso senti sul vino che ti piacerebbe sfatare?

FABRIZIO: Il bianco con il pesce e il rosso con la carne. NO COMMENT. “Lo champagne si beve solo in grandi occasioni”: ogni giorno è una grande occasione per festeggiare e celebrare la vita quindi apriteli questi Champagne!

MW: Cosa rende un’esperienza di degustazione del vino unica per i tuoi clienti?

FABRIZIO: Lo story telling. Quando si ha un aneddoto, una storia da raccontare su quel determinato prodotto o produttore l’attenzione degli ospiti è subito catturata.

MW: Ti andrebbe di elencarci 2 vini, uno bianco ed uno rosso che possiamo definire i tuoi vini del cuore?

FABRIZIO: Ci sono vini che mi seguono in quasi tutti i posti in cui lavoro, sono qlli che porto sempre nel cuore par tante ragioni:

Champagne Dosnon Récolte Noire Zero Dosage;

Sancerre Grande Côte François Cotat;

Taurasi Vigna 5 Quercie Salvatore Molettieri.

Questa è stata un’intervista non solo esclusiva, ma davvero molto interessante, che volge a termine. L’ultima cosa che ho da chiederti è; cosa ti ha spinto a raccontarti su Mister Wine? 

FABRIZIO: Facile rispondere, a parte che sei un amico e grande intenditore, condividiamo la stessa passione ed è stato stimolante raccontarsi. Grazie Gio, spero che il mio racconto vi sia piaciuto. W Mister Wine!
 
Ci Salutiamo con la speranza di aver allietato la vostra lettura e di aver suscitato un po’ di interesse sul meraviglioso mondo del vino e sulla professione del Sommelier. Al prossimo racconto.
 
 

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